Il nome piercing deriva dal verbo inglese "to pierce" che significa "forare".

Il piercing è infatti una pratica che consiste nella perforazione della pelle e dei tessuti sottostanti al fine di inserire oggetti che non hanno alcuna utilità fisiologica o funzionale come anelli, spille, barrette, brillanti e quant'altro per abbellire il proprio corpo.

Che sia per moda, per espressione sociale, per appartenenza ad un gruppo o per puro piacere estetico, le statistiche raccontano che oltre il 20% degli adolescenti tra i 15 e i 20 anni possiedono almeno un piercing, nelle più svariate parti del corpo, dalle orecchie all’ombelico, al naso, labbro, capezzoli, sopracciglia e parti intime. La creatività e le pratiche un po’ più estreme permettono di fare un piercing praticamente in ogni parte del corpo.

Sensuali, irriverenti e alla moda. I piercing hanno mantenuto il loro fascino per decenni e fatto distinguere intere generazioni. La voglia di decorare il proprio corpo può avere i più svariati motivi, a volte, pieni di significato e a volte come un desiderio semplice di distinzione e sensualità.

Il piercing è stato il simbolo per eccellenza delle giovani donne negli anni '90.
In particolare quelli fatti sull'ombelico e sul naso spopolarono fino a diventare un vero must di tendenza. Di conseguenza si fecero largo magliette molto corte con l'unico scopo di mettere in evidenza i preziosi piercing sulla pancia.

Ecco che la moda riesce ad influenzare anche questa tendenza. Barrette, banane, spirali e dilatatori si differenziano per ogni parte del corpo utilizzando i più svariati e colorati materiali.

Bisogna comunque sempre prestare attenzione alle norme igieniche, sia di chi pratica il buco per il piercing, tenendo a mente che per una perfetta guarigione servono dai 6 mesi ad un anno.
Si consiglia l’utilizzo di gioielli e anelli in acciaio chirurgico per prevenire eventuali infezioni o rigetti.

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